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Trasformazione del contratto a tempo indeterminato. Come si recuperano i contributi INPS

     
16 luglio 2025

Nelle ipotesi di contratti a termine in cui è dovuto il contributo addizionale all’INPS, il datore di lavoro ha comunque la possibilità di recuperare quanto versato in caso di trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.

Trattasi, in concreto, di una misura premiale a beneficio di quelle realtà che decidono di stabilizzare i contratti a termine, mantenendo in servizio i dipendenti in un’ottica di salvaguardia dell’occupazione e delle competenze professionali maturate dallo stesso lavoratore.

La restituzione del contributo addizionale avviene direttamente in sede di calcolo dei contributi da versare all’INPS, di competenza del mese in cui avviene la trasformazione o la riassunzione a tempo indeterminato.

Il datore di lavoro provvede pertanto a:

calcolare il contributo addizionale versato nel corso dei rapporti a termine intercorsi con il dipendente;
determinare l’ammontare del contributo che l’INPS deve restituire, in ragione del periodo di stacco (se presente) tra la scadenza del rapporto a termine e la stabilizzazione a tempo indeterminato;
includere la restituzione del contributo addizionale tra le somme a credito nei confronti dell’INPS, le quali agiscono diminuendo il debito da versare all’Istituto con modello F24;
esporre nella denuncia telematica UniEmens da trasmettere all’INPS la somma calcolata a titolo di restituzione del contributo addizionale, utilizzando il codice causale “L810”

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